CHI SONO
Vi racconto di me
A un certo punto, dopo tanti anni in aziende internazionali, ho capito qualcosa che non mi ha più lasciata: la comunicazione ha livelli diversi. E la maggior parte delle persone lavora su uno solo di essi.
Si distribuiscono compiti, si danno istruzioni, si fissano obiettivi. È il livello visibile. Sotto c'è qualcosa che raramente viene nominato: il desiderio di essere visti. Di appartenere. Di essere davvero ascoltati, non come funzione, ma come persone.
Ho osservato come persone competenti e motivate si chiudano progressivamente, non perché non vogliano dare il meglio, ma perché nessuno ha mai chiesto loro di cosa avessero bisogno. Non per cattiva volontà, ma per mancanza di tempo, di abitudine, e per la convinzione che efficienza e umanità si escludano a vicenda.
Non è così. Ed è per questo che oggi faccio quello che faccio.

